Miniature, modellismo, doll house … un mondo in miniatura!

Il mondo delle miniature ha origini antichissime , esattamente dalle ricche illustrazioni dei manoscritti antichi

Per miniatura s’intende la decorazione di un manoscritto in una straordinaria fusione di parole e immagini. La tecnica della miniatura nasce in epoca antica, ma è soprattutto nel Medioevo che conosce un enorme successo, legato ai processi di trascrizione e di produzione di testi nei grandi monasteri. Nel Cinquecento, però, con l’invenzione della stampa la miniatura subirà un inevitabile declino.

La parola miniatura deriva dal latino miniare, che vuol dire «scrivere in rosso le lettere iniziali di una pagina»: i Romani chiamavano infatti minium il pigmento rosso-arancio usato per delineare queste iniziali.

Oggi associamo il termine “Miniatura” alle riproduzioni in scala di vari oggetti ovvero il “Modellismo”.

Al contrario di quanto si possa pensare,  anche il modellismo ha origini veramente antiche.

Possiamo tranquillamente affermare che fin dalle origini dell’uomo siano stati costruiti modelli in scala che riproducevano oggetti di uso comune!

Gli antichi egizi erano dei veri e propri maestri nell’arte del modellismo, infatti essi riproducevano molti oggetti a loro comuni, soprattutto per scopi religiosi.

La riproduzione “in miniatura” non è semplicemente un hobby ma una vera forma d’arte! Riuscire a realizzare in maniera così minuziosa dettagli alle volte davvero microscopici richiede davvero un’abilità incredibile e, sicuramente, una passione immensa!

Questo modo è davvero svariato, va dai soldatini di latta alle bambole artistiche, dalle miniature di cibi alle meravigliose Doll House…

queste ultime sono veri e propri capolavori risalenti addirittura al XVII secolo ed esposte in prestigiosissimi musei in tutto il mondo.

Si tratta di straordinarie riproduzioni di sontuose magioni, ricche di arredi ricercati, di argenterie, cristalli, porcellane, quadri e addirittura arazzi opera di “veri” artisti. 

Nemmeno all’epoca erano considerate giocattoli, o almeno non del tutto: erano sì un trastullo per altolocate signore della nobiltà o della ricca borghesia mercantile (soprattutto in Olanda), che potevano commissionare le miniature agli stessi bravissimi artigiani che fornivano loro i mobili e i corredi della casa vera, ma ancor più si trattava di strumenti per l’educazione domestica delle loro bambine.

Queste magnifiche opere sono oggi particolarmente preziose anche per gli storici, perché, ricche di particolari come sono, consentono di conoscere la storia minuta, la vita quotidiana dell’epoca, che la storia “ufficiale” spesso trascura. Il “boom” delle case di bambola in Inghilterra si ebbe comunque nel periodo vittoriano, sia per la personale passione della regina Vittoria, sia per l’avvento dell’industria e conseguente produzione in serie, che permise l’accesso al piccolo lusso della doll’s house anche alle famiglie borghesi.

Nel magico mondo delle case di bambola pare che il tempo si sia fermato: soprattutto nei paesi anglosassoni, ancor oggi la doll’s house è, per definizione, in stile vittoriano.

 

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